Philips Airfryer Serie 5000 XXL: quando cucinare smette di essere un dovere e diventa un piacere

Cucina più sana, veloce e sorprendentemente gustosa: test reale della Philips Airfryer Serie 5000 XXL con funzioni smart e capacità extra large.

Philips Airfryer 5000 XXL
Philips Airfryer 5000 XXL

Ci sono elettrodomestici che compri perché servono, e altri che compri perché ti cambiano la vita. Quando ho messo le mani sulla Philips Serie 5000 Airfryer XXL, ero convinto di rientrare nel primo caso: uno strumento utile, comodo, moderno… fine. Non mi aspettavo niente di più.

E invece, con il passare dei giorni, mi sono accorto che questa macchina non era solo una scorciatoia per cucinare in fretta: era un invito. Un incoraggiamento silenzioso a sperimentare, provare, sbagliare, assaggiare e, cosa ormai rara, mangiare bene senza sensi di colpa. E tutto questo, con un prezzo che definire aggressivo sarebbe riduttivo: da 229,99€ a 99,99€. Una di quelle offerte che prendi e ti senti furbo per giorni.

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Philips Serie 5000 Airfryer XXL

La Philips Airfryer Serie 5000 XXL non è solo una friggitrice ad aria: è un modo diverso di cucinare. Veloce, sano, pratico, senza sporcare mezza cucina né sacrificare il gusto.

Cucina intelligente, croccantezza irresistibile e uno stile di vita più sano? Non perdere la nostra recensione dedicata alla Philips Airfryer Serie 5000 Connessa, che rivoluziona il modo di preparare i tuoi piatti preferiti, con 13 programmi, controllo via app e risultati sorprendenti con meno olio. E se hai la passione per gli elettrodomestici, cercando di non perdere le migliori offerte di quest’anno puoi anche leggere la nostra guida ai migliori elettrodomestici del 2025.

Il primo incontro

Il primo contatto con la Philips Serie 5000 XXL non è stato il classico “ok, è arrivato il pacco, apriamolo e vediamo cosa c’è dentro”. No. La sensazione era diversa fin dal momento in cui il corriere l’ha appoggiata a terra con quel mezzo sorriso che fanno quando vorrebbero chiederti curiosi: “Posso provarla anche io?”

La scatola è grande, importante, con quei colori scuri e quel design minimal tipico dei prodotti pensati per durare anche quando le mode passano. Prima ancora di aprirla, fai istintivamente la domanda che ci facciamo tutti davanti a un nuovo elettrodomestico: “Avrò davvero spazio? E soprattutto… mi servirà davvero?” Ma c’è qualcosa che ti spinge avanti, la promessa non detta di mangiare croccante senza sensi di colpa, e di cucina fatta bene senza dover trasformare casa in un campo di battaglia.

Apro la scatola

Prima la plastica protettiva, poi il polistirolo che sembra quasi voler dire “qui dentro c’è qualcosa che vale la pena proteggere”. E finalmente eccola: nera, compatta ma allo stesso tempo solida, con quel look moderno che fa capire che non nasce come accessorio occasionale, ma come oggetto destinato a restare sul piano cucina, non dentro un armadietto.

Philips Serie 5000 Airfryer XXL
Philips Serie 5000 Airfryer XXL

La prendo in mano e capisco subito una cosa: non è vuota, non è leggera, non è fragile.
Ha il peso di qualcosa fatto con serietà. Una sensazione quasi rassicurante, come quando tocchi una porta blindata e capisci che farà il suo lavoro. Poi arriva il momento di tirare fuori il cestello. E lì… sorpresa. È enorme.

7,2 litri non sono un numero astratto: sono la traduzione pratica di “posso cucinare per tutti senza fare cinque infornate”. È lo spazio delle idee improvvisate a cena, degli amici che passano senza avvisare, dei figli affamati che chiedono “qualcosa di buono” cinque minuti prima di uscire.

La superficie antiaderente è liscia, scura, impeccabile. Nessun bordo ruvido, nessuna sensazione cheap.
È in quel momento che ti rendi conto di una cosa curiosa: non stai solo guardando un elettrodomestico, stai incontrando una possibilità. Quella di cucinare senza pensieri, senza sporcare pentole, senza fare odori. Senza rimpiangere la frittura tradizionale, o peggio: quei tentativi umidi e tristi al forno che dovrebbero “imitare” il fritto ma finiscono per sembrare verdure bollite che hanno visto la libertà solo in foto.

Poi gli occhi cadono sul pannello nero touch, con i simboli che si illuminano non appena lo accendi per la prima volta, e lì c’è un momento di silenzio quasi teatrale. Non devi leggere un manuale di venti pagine. Non devi chiederti se stai sbagliando qualcosa. Il dispositivo sembra dirti: “Fidati. Iniziamo.”

E mentre sfiori il vetro lucido, già immagini patatine dorate, pollo croccante, verdure caramellate, pane riscaldato alla perfezione. Immagini cena senza stress, cucina senza caos, gusto senza grassi inutili. Il primo incontro con la Philips Serie 5000 XXL non è stato entusiasmo immediato: è stata una promessa silenziosa. Una promessa che diceva:

Se mi darai spazio, io ti darò tempo. Se mi userai, farai pace con l’idea che cucina sana e cucina buona non devono più essere due concetti separati.

La configurazione

Configurarla è stato uno di quei momenti in cui inizi con la convinzione che sarà complicato, perché ormai siamo abituati all’idea che ogni oggetto “smart” voglia un patto di sangue con il Wi-Fi, tre account, una mail di conferma e un rito druidico sotto la luna piena. Invece no, sorprendentemente no.

Prima cosa: la Philips Airfryer trova il suo posto. Non è un oggetto timido: vuole una posizione fissa, un angolo definito, come se dicesse in silenzio: “Io cucinerò qui.” E quando finalmente la appoggi sul piano, senti che sta bene lì. Non stona. Non sembra un intruso. Ha quello stile discreto dei prodotti che non cercano attenzione, ma la ricevono comunque. Poi arriva la parte “tecnologica”: la connessione con l’app HomeID.

Apro il telefono, scarico l’app e mi preparo mentalmente a combattere. Già immagino password, aggiornamenti, richieste di permessi inspiegabili tipo “vuoi condividere la tua posizione mentre cucini patatine?”. Ma la realtà è diversa: l’app riconosce la macchina, la guida passo dopo passo con istruzioni chiare, semplici, quasi gentili. In meno di due minuti, l’Airfryer è collegata al Wi-Fi, all’account e, se vuoi, persino ad Alexa.

E intanto la Philips non fa rumori strani, non lampeggia come un albero di Natale, non manda errori criptici. Nulla. Solo un beep leggero, come un cenno di assenso. Poi apro la sezione ricette.

E qui succede un’altra cosa interessante: invece di trovarti davanti una serie di istruzioni fredde, ti ritrovi in un catalogo vivo di idee. Piatti per chi va di fretta, ricette per chi vuole stupire, soluzioni per chi ha deciso all’ultimo secondo che “oggi mangiamo sano”. Foto invitanti, ingredienti chiari, tempi precisi, e soprattutto una cosa che raramente vedi: il tasto “Avvia programma da remoto”. Che tradotto significa:

Puoi avviare la cottura mentre stai facendo altro.

Puoi marinare pollo in cucina e, senza nemmeno sporcarti le mani toccando pulsanti, dire al telefono: “Ok, puoi iniziare.” E lei parte. Obbediente. Pratica. Senza discussioni. A quel punto la configurazione non è più solo un insieme di passaggi tecnici: diventa la presa di coscienza che questo elettrodomestico non vuole solo cucinare, vuole integrarsi nella tua routine.

Ti accorgi che non ti sta chiedendo di cambiare le tue abitudini: sta migliorando quelle che hai già. E quando l’app ti chiede se vuoi creare una routine (patatine il venerdì sera, verdure croccanti come contorno veloce, pane riscaldato a colazione) hai quel momento di strana soddisfazione, perché capisci una cosa semplice e quasi banale:

Non stai imparando a usare lei. È lei che si sta adattando a te.

E mentre la guardi lì, pronta, collegata, configurata, silenziosa, con quella luce morbida sul display che sembra respirare, ti viene spontaneo pensare: “Non è un elettrodomestico. È un upgrade della casa.”

La prima cottura

Sono partito da una delle prove più banali… e più rischiose: patatine fritte surgelate. Di solito sono un banco di prova crudele: o diventano secche come cartone o restano molli dentro come una spugna dimenticata nel lavandino. Qui no.

Philips Serie 5000 Airfryer XXL
Philips Serie 5000 Airfryer XXL

La tecnologia Rapid Air con design “a stella marina” ha fatto il suo ingresso in scena senza esagerare: aria calda che circola perfettamente, rumore minimo, profumo fatto di promesse croccanti. E quando ho alzato il cestello dopo 15 minuti, il risultato era lì: dorate, croccanti fuori, morbide dentro. Senza un filo d’olio aggiunto. Un risultato che ti fa pensare: “E allora per anni cosa ho mangiato?”

Poi è stato il turno del pollo: cosce e sovracosce, nessuna marinatura complessa. Il grasso naturale della pelle ha fatto il resto: carne succosa, pelle croccante e zero schizzi, zero sporco, zero teglie da sgrassare. Da lì, la degenerazione: verdure croccanti, pane riscaldato in due minuti, torte soffici, lasagne, salmone, spiedini, biscotti. Ogni volta era un mix tra sorpresa e gratitudine.

Pulizia e uso quotidiano

La verità è che qualunque elettrodomestico può essere impressionante al primo utilizzo. Il vero test arriva dopo: quando la novità svanisce, quando i minuti contano, quando torna la vita reale con le sue richieste rapide e a volte poco pazienti. Ed è lì che la Philips Airfryer Serie 5000 XXL mostra il suo carattere.

Dopo qualche utilizzo, ti rendi conto che non stai semplicemente “provando un nuovo aggeggio da cucina”. Stai costruendo una routine. Un ritmo. Una sorta di danza silenziosa, dove tu decidi cosa vuoi, e lei semplicemente… lo fa. Il bello è che dopo cena non ti ritrovi circondato da padelle unte, schizzi sul piano cottura o pentole incollate da recuperare con olio di gomito e rassegnazione. Ti resta solo il cestello, la parte che ospita tutto il processo, e togliendolo ti accorgi subito dell’attenzione progettuale. La superficie antiaderente non è quella patina economica che si rovina dopo due usi: è solida, uniforme, studiata per evitare dramma e detersivi aggressivi.

Philips Serie 5000 Airfryer XXL

Il grasso non si incolla. I residui non si saldano. Gli odori non restano aggrappati. Spesso basta un getto d’acqua e una passata di spugna per farla tornare come nuova. E se hai voglia di zero sforzo, la metti in lavastoviglie, e finisce lì. E questo aspetto, apparentemente secondario, è quello che fa la differenza tra un elettrodomestico che userai per una settimana con entusiasmo e uno che userai per anni senza chiederti se ne vale ancora la pena.

Perché la Philips Serie 5000 XXL non si limita a cucinare bene: rende sostenibile usarla ogni giorno. Poi c’è la questione degli odori. Se sei cresciuto con il ricordo indelebile della cucina invasa da aromi di fritto che risalgono le scale fino ad arrivare nell’armadio delle giacche, preparati a un piccolo shock: qui non succede. La cottura è chiusa, controllata, l’aria calda circola all’interno senza scappare come fa la frittura classica. Finita la preparazione, ti ritrovi con profumo di cibo… non con odore di olio consumato.

E capita una cosa strana dopo qualche giorno: inizi a usarla per tutto. Pane raffermo resuscitato in due minuti. Verdure che non avresti mai cucinato volentieri perché richiedono pazienza, ora pronte e invitanti. Avanzi trasformati in piatti nuovi. Bacon croccante senza padelle da lavare. Torte improvvisate quando ti viene voglia di dolce fuori orario.

E quando hai ospiti, l’effetto sorpresa è garantito: piatti che sembrano usciti da una cucina professionale, senza caos, senza fumo, senza la sensazione di aver fatto la guerra per preparare un semplice contorno. La Philips Airfryer Serie 5000 XXL, alla fine, entra nella vita quotidiana in modo quasi discreto e naturale. Non si impone, non chiede attenzione, non fa rumore. Fa il suo lavoro, bene, sempre allo stesso modo.

A un certo punto ti accorgi che non l’hai scelta solo per cucinare più sano. L’hai scelta perché ti fa risparmiare tempo, spazio, energia e stress. E quando un elettrodomestico diventa parte della tua giornata senza farti notare quanto ti sta semplificando la vita… allora non è più un oggetto. È una piccola evoluzione domestica.

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